Scollati amore

Caro amore mio, Tu sei tanto cara. Ma è ora.
Si, sciù sciù, è ora che ti scolli.

L’uomo con le scarpe rotte

Conosce le camere da letto col tetto di cielo. E’ un cane randagio. Il suo fiato si mescola al vento, le mani alle foglie d’autunno. Il parco Nord è il nostro Motel senza ore. L’uomo con le scarpe rotte si prepara la sigaretta con calma rituale.

Oggi al tramonto

E tu che ami e menti, dove credi di camminare? Calpesti merda ad ogni che e’ un Ad ogni e invece eri al mare
Con lui…

A Mezzocannone

Quel Ginkgo Biloba ci faceva ombra.
Era l’unico che ci ricordava che gli anni passavano.
E lo diceva a noi, che sapevamo che il tempo apparteneva solo ai vecchi. Non era nostro.
Noi avevamo l’aula autogestita e gli esami ogni semestre, che però potevi fare anche il semestre successivo e quindi perché non farsi una partita a tre sette. Solo oggi.

Oceano

Lei è l’oceano. Te ne innamori al tramonto, quando la sua voce è un pianoforte in lontananza. Nasconde la sua forza come solo le femmine in amore sanno fare.

Bonnie without Clyde

Eravamo in quel Motel triste ma piuttosto pulito. Aveva la dignità di un cesso. Poco presentabile, ma funzionale.
Alle pareti umide, giallo ocra, c’erano dei quadri di finissima imitazione quattrocentesca. Vere e proprie merde su tela raffiguranti donnine con delle brocche di coccio tra le mani e lunghi vestiti marroni.

Quell’albero era come noi

Quell’albero era come noi. Vuoto dentro, cavo. Lo avevano riempito di cemento e non sarebbe mai caduto. Ma a quale prezzo?

la pausa pranzo con Dionisio

Dionisio è domenicano. L’occhio sinistro guarda altrove ma di poco e gli dà un’aria sfuggente.
Forse per questo sorride cosi bene. Per dire “scusa l’occhio, ma mi piaci davvero anche se lui guarda altrove”.

La cascata del parco Lambro

La cascata del parco Lambro fa rumore, per coprire i respiri degli amanti senza casa.
Ha un odore chimico, innaturale e se ne fotte dei borghesi. La cascata del parco Lambro e’ una grandissima puttana.

Ma tu dimmi quanto cielo ci vuole

una lettera che ho trovato sulla spiaggia di Livorno. Scritta a mano e frettolosa. Era sotto un sasso. Comincia con “ma tu dimmi quanto cielo ci vuole?”
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Amo stare con te.
Darti fastidio come una mosca per vedere quanto ti trattieni per non dirmi “ti togli dai coglioni?”

Io spero ti sia venuto un crampo alle dita

Io spero ti sia venuto un crampo alle dita. Che tu ora stia al pronto soccorso di un qualche paese del centro Italia dove sei finito per caso, perché bloccato nel traffico della tangenziale.

storia dell’edera che amò il cemento

Non puoi amarmi lo capisci? Non siamo fatti della stessa sostanza. Tu sei fatta di vita, di linfa. calore. Io sono fatto di cemento, scontato e solito. Prevedibile come le cose pensate e create per una funzione…

Figlie di Eva

Ci sussurravamo segreti nelle chiese. Sedute sulla panchina nel silenzio delle candele, raccontavamo cose.

Il suo ragazzo faceva l’infermiere, “Amore stanotte sono di turno a lavoro” le aveva detto. Marianna decise di fargli una sorpresa, avrebbe dormito da lui e preparato la colazione il mattino seguente…

Non ho tempo per invecchiare

Questo mi disse. Non ho tempo per invecchiare. Non ho tempo per dedicarmi alla vecchiaia come percorso che segua tracce già esistenti. Non ho tempo di percorrere una strada fatta di ostentata sobrietà che impone il fare bene, di curare il corpo…

Amiche di branco

Si frequentano da quando si sono viste per la prima volta in libreria, Virginia composta ed elegante, Elena come diceva Virginia era dotata di virtù plebee di umorismo, vitalità e coraggio* .

Conosco una contessa…

Conosco una contessa. Alle cinque prende il tè. Va a teatro in settimana “Al Sabato ci vanno i pensionati, io non ci vò mica sai”.
Alle unghie ha lo smalto chiaro, che rosso lo mette la sua sguattera “Tanto cara, una brava figliola, fa le cose a modino per carità, ma …

Quanto amore

“Ma non è violenza dai! Esagerata!”. “Scusa ma non ti picchia?” le ho risposto calma. “Ma a volte, mica sempre. E poi lo fa solo perché è geloso, ma tu non puoi capire, sei un tipo pacato” sorrideva e sbatteva le palpebre maliziosa…

Al ritmo suo

Quando qualcuno ha un tempo diverso, un suo tempo speciale, dici che ha un ritardo mentale. Come se la vita fosse una corsa.

Cento minuti mi darai

Ho capito che il nostro era un amore sospeso, quando abbiamo camminato la prima volta insieme. Guardavamo gli uomini che passavano allo stesso modo, come criceti dorati pronti all’accoppiamento e svaporando i capelli come Milva

La ragazza magica 3/3

Era il 13 Dicembre, giorno di Santa Lucia.
Tutti gli anni, in quel giorno nel quartiere si teneva una festa pre natalizia. Avevano cominciato ad organizzarla qualche anno prima, Era il 13 Dicembre, giorno di Santa Lucia. Tutti gli anni, in quel giorno nel quartiere si teneva una festa pre natalizia.

La ragazza magica 2/3

La ragazza magica tutti i pomeriggi alle 4 scendeva di casa e passava davanti al bar. Si fermava a guardare dalla vetrina il bancone e appena scorgeva Benny gli sorrideva. Poi tirava dritto verso la piscina di via Ponzio. Per essere precisi…

La ragazza magica 1/3

La chiamavano la ragazza magica, nessuno conosceva il motivo. Forse perché si conosceva poco della sua vita e camminava sempre sola. Dove c’e qualcosa di strano gli adulti vedono la pazzia, i bambini invece riconoscono la magia e allora la seguivano…

CAM con vista

La bici cigolava e quando succedeva mi guardavo intorno perché in paese è difficile passare inosservati. C’è sempre qualcuno che ti urla appresso “bella ci devi mettere l’olio”, “e comprati un’altra bici, pezzente”.

In avanzo

Sei fermo, senza neanche una zolla di vita e ti immagino seduto sul divano con foglio e penna a fare la lista: pistola no, non ce l’ho ed è costosa; coltello no, non riesco ad affondarlo nella carne; pillole, dove le prendo?

Un pomeriggio agli Uffizi

La Venere di Urbino è provocante sul materasso che ipnotizza col rosso tiziano.
Prende il cellulare.

Risoluzioni

La sedia era scomoda, mi sentivo il sedere appiattito. In un angolo una signora in piedi e con lo sguardo fisso in basso, si guardava le scarpe. E’ il mio turno, faccio l’ecografia e non guardo l’immagine perché sono decisa e non devo cedere.

La ragazza piena

Non si sentiva malata. Non era l’ossessione alla magrezza che la muoveva, ma la passione per il bello. E pretendeva che il suo corpo fosse lo specchio di ciò che era dentro. Le piacevano le immagini, i corpi femminili,

Binari di ego

Pallino: “Era un periodo strano quello. Andavo a messa tutti i giorni e mi era presa questa smania religiosa non so, mi faceva sentire…

Gagliardo

Gagliardo – Ciao, tu chi sei? mi piaci molto e vorrei vivere il resto della vita con te, a tempo indeterminato.
Io – Ma davvero? Ma io proprio? Io sono così piccola e malencavata. Tu sei così grande, potete, internazionale,

Rose rosse

Aveva delle rose grandi e rosse tatuate lungo tutto il braccio e io desideravo baciarla nello spazio di pelle tra una rosa e l’altra per riempirla di colore,

Leggerezza

Marianna si dava un tono facendo citazioni prese da wikiquote e segretamente seguiva Naike Rivelli su Instagram

Convivenza

Il suono di una goccia che dal rubinetto cade nel lavandino. tic, tic, tic.