Copertina di Fabio Vanni per smarginature.it

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Aveva delle rose grandi e rosse tatuate lungo tutto il braccio e io desideravo baciarla nello spazio di pelle tra una rosa e l’altra per riempirla di colore, anche lì, dove l’inchiostro non c’era.
Di spalle coi capelli raccolti che scappavano dallo chignon, si volta, mi sorride e mi scatta una foto col suo smartphone. Mi ha catturato l’imbarazzo.
Quel giorno era leggero e abbiamo ciondolato per un po’ al parco Lambro dove gli alberi alti rendevano i nostri gesti solo un rito elementare.
Quando mi accarezzava la guancia, mi guardava dritta negli occhi, sfrontata.

A casa sua non ci siamo parlate. Le chiavi nella toppa, i tacchi su parquet fino al letto; e poi solo la città fuori.
Quel giorno ha fatto buio tardi, tutta l’energia che abbiamo creato ha tenuto acceso il sole più a lungo.
Mio marito mi accarezza i piedi mentre sono sdraiata sul prato e Luca gioca con la palla.
Penso a lei in queste sere di giugno, quando il tramonto tarda ad arrivare. Le sue rose rosse sulle lenzuola bianche e io a cercare pezzi di pelle da baciare tra i petali.

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