Io&Federico-Mambo Bologna, 2010

Io&Federico-Mambo Bologna, 2010

I più letti

nl-smarginature2

I più recenti

Seguimi su Facebook

Caro Federico, è a te che mi rivolgo perché sei la mia fonte di eccesso e insensatezza.
Sei il mio guru della genialità e della pazzia.
Sei per me la luce che mi aiuta a vedere la bellezza dove gli altri vedono la volgarità, la magia dove gli altri vedono la pazzia, il genio dove gli altri vedono l’assurdo.

Caro Federico tu mi devi aiutare. Aiutami ad eccedere rispettando l’originalità di quello che faccio anche se è poca cosa in confronto al tuo operato. E’ cacca di coniglio a palline nel corridoio di parquet, rispetto alla tua arte assoluta. Ma a volte può essere un’ arma inaspettata. Metti che uno stolto voglia provare ad attraversare il corridoio nel tentativo di scopiazzare…Federì sai le risate se scivola sulle palline e cade! Proprio lì sulle palline di cacca.

Tu mi devi aiutare a circondarmi di grandi senza temere di sembrare piccola. Perché è solo sentendosi piccoli che finalmente si vedono i grandi. Tu mi devi aiutare a fare questa cosa che sto facendo, nel miglior modo possibile senza strizzare l’occhio alle leggi del like a tutti i costi, della citazione del tale web-STOCA influenzer, della pubblicità della crema depilatoria.

Aiutami a non aver paura di essere derisa e ad essere fiera del cerone sulla faccia, del naso rosso e le scarpe enormi che porto.
Stammi accanto quando mi confronterò con i geni, quelli bravi che mi daranno della volgare ignorante. Perché avranno ragione e io sarò tentata dal rispondere che in giro si vendono i libri solo per le sfumature di un certo colore e vendono anche un sacco di copie e io, potrò pur scrivere io due racconti no? E no, mi dovrò trattenere e tu sarai lì ad imbavagliarmi con un foulard di seta rosso perché finirei per sembrare quella che fa a gara per essere la meno peggio. Pessima idea.

Caro Federico, aiutami a non vergognarmi dei miei peccati che come dice Vincenzo Costantino, Cinaski, chi non ha peccato non ha un cazzo da raccontare.

Mambo Bologna, 2010

Mambo Bologna, 2010

Ho sempre amato di te i fallimenti. Hai dimostrato che con la tenacia qualcuno poi sti pazzi li capisce. Una volta ho letto di Franca Valeri che aveva detto che lei i tuoi film non li ha mai capiti fino in fondo o per lo meno non tutti. Eccolo il genio. Tu ti sei preso gioco di tutti. Ragazziiii, prrrrr! E ci hai fatto una pernacchia.

Hai parlato con la tua lingua anche se nessuno la conosceva e alla fine gli altri sono risultati degli emeriti analfabeti quando incapaci di capirti e non tu “quello strano” che parlava strano. Che poi siamo tutti dei potenziali “quello strano”.

Amo di te i turbamenti amorosi, la coerenza nell’assurdo, nel non ufficialmente lecito ma decisamente umano. Ho sempre amato quello che del mondo era il sottobosco. Ah, Federì e quanta roba c’è lì sotto, sotto le fronne illuminate a giorno. Sotto, c’è l’ombra, gli insetti, gli animali che serpeggiano. Ed è lì che sto io e quelli che come me le loro storie le fanno sotto e non sopra le fronne.

Caro Federico un giorno ci vedremo all’inferno nel girone dei pagliacci e tu mi dirai “ehi cacca di coniglio!” e io saprò che un po’ mi vuoi bene.

E le storie intanto “Ai…Al…Vagano,vagano. Girolanz…Gironzano…Gironzalon… Vagano, vagano, vagano!”

I più letti

nl-smarginature2

I più recenti

Seguimi su Facebook

Related Post

Commenti