Note su Opera da 3 soldi
AUTORE dell’OPERA curioso che nell’opera l’autore sia colui che ha scritto la musica. I testi sono scritti nel Libretto i cui autori sono meno famosi
LIBRETTO ovvero i testi, incluse didascalie e note
OVERTURE apertura, cioè l’introduzione in musica ad un opera
ARIA il brano, in genere solista

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Niente di più attuale. Chi siamo noi se non pagliacci? Maschere per scelta, per convenienza, per ricevere consenso. E quando poi siamo sopraffatti dai sentimenti, sentiamo la farsa che abbiamo creato coi trucchi di scena e siamo a disagio.
Era la fine dell’800 e Ruggero Leoncavallo scriveva libretto e musica di Pagliacci, un’opera lirica in due atti.

E’ considerata insieme alla Cavalleria rusticana di Mascagni, una delle più rappresentative opere veriste (tipo di opera lirica per lo più breve, con temi tipici del verismo letterario, drammi amorosi all’interno di un mondo contadino, spesso meridionale. I veristi in musica furono: Mascagni, Leoncavallo, Puccini, Giordano, Cilea e Franchetti che formarono la cosiddetta Giovane Scuola Italiana. In Francia, Georges Bizet con la Carmen).

L’opera si ispira a un delitto realmente accaduto a Montalto Uffugo, in Calabria, dove il compositore visse da bambino alcuni anni. 

– Calabria, presso Montalto, il giorno della festa di Mezzagosto, fra il 1865 e il 1870. Arriva in paese una compagnia di attori girovaghi accolta dalla folla. Di fronte al teatrino Tonio che fa parte della compagnia, tenta di aiutare Nedda, moglie del capocomico Canio, a scendere. Canio si ingelosisce ma viene invitato a bere da un gruppo di contadini e si dirige verso l’osteria. Lì chiacchierando, precisa che il teatro e la vita non sono la stessa cosa: Pagliaccio, il suo personaggio, accoglie con leggerezza il tradimento di Colombina. Lui non reagirebbe con altrettanta leggerezza. Nedda intanto si accorge che Tonio la osserva e per allontanarlo lo invita a raggiungere gli altri all’osteria. Quando lui le confessa il suo amore, la donna lo respinge e Tonio si allontana risentito.

Subito dopo Nedda è raggiunta da Silvio, altro suo spasimante che lei ama. Lui vorrebbe che lei lasciasse il marito ma Nedda lo invita a pazientare perché ha paura della reazione del marito. Tonio, tornato di soppiatto ascolta la conversazione e va a riferire tutto a Canio che tornato al teatrino riesce a sentire la moglie dare appuntamento a qualcuno per la notte, ma non scopre l’identità del rivale. Così per farle rivelare il nome dell’amante, minaccia Nedda con un pugnale. Peppe (altro attore della compagnia) arriva in tempo e lo disarma, invitandolo a calmarsi ed a prepararsi per lo spettacolo che sta per incominciare. Così Canio si prepara, nascondendo la disperazione sotto il trucco da Pagliaccio.

Luciano Pavarotti feat. Michael Bolton – Vesti La Giubba

II – Il pubblico attende lo spettacolo e tra gli spettatori è presente anche Silvio, l’amante corrisposto di Nedda. Nella commedia vengono rappresentate situazioni simili alla vita “reale”. Colombina (Nedda) è la moglie di Pagliaccio (Canio) e lo tradisce con Arlecchino (Peppe), col cui progetta la fuga. Taddeo (Tonio) è innamorato di Colombina,ma non è corrisposto. Nella scena quando Colombina-Nedda si congeda dal suo amante, pronuncia le stesse parole che Canio aveva ascoltato da sua moglie Nedda nella realtà. Questo scatena in lui la furia.

Nedda cerca inutilmente di frenare il marito e indurlo a recitare la parte; Il pubblico intanto non si rende conto che non stanno assistendo ad una messa in scena, finché Canio non afferra un coltello. A questo punto Silvio che era tra il pubblico, sale sul palco ma è troppo tardi. Nedda viene colpita e prima di morire invoca il nome dell’amante. Il marito ne conosce finalmente l’identità e uccide anche Silvio.

Canio avvinto, lascia cadere il coltello e annuncia la fine della commedia.

No, Pagliaccio non son – Pavarotti – Subtítulos Italiano y Español

 

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Titolo
Pagliacci
Autore
Ruggero Leoncavallo (Napoli, 1857 – Montecatini Terme, 1919)

Ruggiero_leoncavallo

 

 

 

 

 

[Public domain], via Wikimedia Commons

 

Libretto
Ruggero Leoncavallo (Leoncavallo ha curato sia la musica che il libretto)
Tratto da
L’opera si ispira a un delitto realmente accaduto a Montalto Uffugo in Calabria, dove il compositore visse da bambino alcuni anni.
Ambientazione
Calabria, presso Montalto, il giorno della festa di Mezzagosto, fra il 1865 e il 1870
La prima
Teatro dal Verme – Milano – 21 maggio 1892, con la direzione di un quasi sconosciuto Arturo Toscanini.
Curiosità
L’opera s’intitolava originariamente Pagliaccio, ma il baritono francese Victor Maurel, che aiutò Leoncavallo ad organizzare la prima rappresentazione, non voleva che il suo ruolo (Tonio) passasse in secondo piano in favore di quello del tenore (Canio); l’editore, per evitare di mettere a rischio la prima, mutò il titolo in Pagliacci.
Brani celebri
Si può?
Son qua, ritornano!
Qual fiamma avea nel guardo
Vesti la giubba
No, Pagliaccio non son

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