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***Questa storia è divisa in 3 parti. Se non hai letto le prime due, qui ci sono i link:
parte 1: http://www.smarginature.it/la-ragazza-magica-13/
parte 2: http://www.smarginature.it/la-ragazza-magica-23/

Era il 13 Dicembre, giorno di Santa Lucia.
Tutti gli anni, in quel giorno nel quartiere si teneva una festa prenatalizia. Avevano cominciato ad organizzarla due signore svedesi trasferitesi a Milano alla fine degli anni’60, quando erano tra le poche in Italia a sfoggiare le gambe e a consumare LSD. Spesso andavano a Roma per qualche mese, si racconta che siano state amiche di Marianne Faithfull e Anita Pallenberg. Chissà quante ne avranno combinate coi Rolling Stones, le sciure svedesine! diceva sempre Peppino.
Sono poi diventate eleganti mogli di professionisti stimati, le chiamavano le svedesine, anche ora che avevano più di sessant’anni.

Fu durante un inverno in cui a Milano aveva nevicato tanto, che decisero di organizzare la festa di Santa Lucia, come si faceva a Malmö. Era una festa per pochi intimi ma col passare degli anni si sono aggiunti sempre più partecipanti fino a diventare la festa del quartiere.
Centinaia di bambine sfilano in processione vestite di bianco con una candela accesa tra le mani e in testa una coroncina di candele. Il corteo è aperto da una bimba che impersona Lucia e si chiude con bambini vestiti da folletti. Cantano canzoni tradizionali svedesi e donano brioche allo zafferano e biscotti allo zenzero agli spettatori.

img_20161027_145618Le bambine qui cantavano le canzoni tradizionali Natalizie, per una versione più meneghina della festa. Quella sera Benny aveva abbellito il locale con le lampadine sospese sui tavolini sistemati sul marciapiede. All’interno il bar era piccolo e c’era solo lo spazio per il bancone e qualche sgabello.
Cominciò ad arrivare gente e vennero sistemate le transenne. Ad un tavolo del bar era seduta Arianna, incinta all’ottavo mese, era alla sua prima gravidanza a 45 anni, che non ci sperava più. Non le importava se alcuni le davano della ridicola, e succedeva spesso “Quella lì alla sua età potrebbe quasi essere nonna”. Arianna andava avanti col passo deciso e puntando la pancia per schivare le malelingue, l’arma più potente del mondo, la sua bambina. Diceva “molti credono che la felicità sia dei giovani. Se un adulto è felice, è ridicolo, ancor di più lo credono dell’allegria. Io sono felice nel modo più allegro possibile e sono quasi vecchia”.

Benny si preparò una sigaretta col tabacco e aspettò alla transenna all’altezza del suo bar.
Appena le bimbe iniziarono a cantare e ad illuminare il buio della sera, tutta la strada tacque. Era un momento magico in cui la dolcezza non era stucchevole ma consolatoria. Calmava le grida, le corse, le ansie, i doveri, gli eccessi, le pretese. Solo le voci cantate, il bianco e la luce delle candele.
Il corteo si avvicinava e la sagoma che impersonava Lucia si faceva più nitida. Era la ragazza magica.
Benny era affidato alla calma del bianco e vederla fu paralizzante.
Quella pace lo aveva tradito perché lo aveva reso vulnerabile. Gli cadde la sigaretta, finì sul cappotto della signora davanti.”Oddio, mi scusi si è bruciata?”
“no, non si preoccupi, non mi ha fatto nulla” la signora rispose controllando che il cappotto buono delle feste non si fosse bruciato.

schermata-2016-10-29-alle-15-22-29Lucia si avvicinò deviando il percorso. Anziché procedere lungo il viale, si avvicinò al bar di Benny e la folla le fece spazio. Nel cesto non aveva le brioche allo zafferano e i biscotti di zenzero, c’erano le scarpine e il golfino rosa. Li consegnò ad Arianna poi si avvicinò a Benny e gli prese le mani. In un palmo gli lasciò qualcosa e sussurrò “Sono la tua Lucia”. Ritornò poi al centro del viale proseguendo la processione. La ragazza magica si era mossa come se il tutto facesse parte del rito e nulla fosse fuori programma.
Benny guardò Arianna. Arianna piangeva.
Lui era felice, Lucia era sua moglie. La fede che portava al collo era di lei e da quando avevano perso il loro unico figlioschermata-2016-10-27-alle-19-45-29 di due anni, lei aveva smesso di parlare.
Era in camera a sistemare i giochi sparsi in giro quando si è voltata e non lo ha visto più. Il primo istinto è stato affacciarsi al balcone e il corpo di Antonio era a terra nel punto esatto in cui ora c’era una Magnolia.
Benny e la ragazza magica non vivevano più insieme, ma spesso lui passava da lei a portarle un regalo, accarezzarle i capelli e a guardare la magnolia. A volte lei lo invitava con gli occhi a restare. Erano quelle le notti in cui si amavano. Quando succedeva Benny era sicuro che il mondo girasse più veloce, perché tutta quell’energia che creavano spingeva tutte le forze del pianeta.
Una di quelle notti gli è sembrato di sentirla parlare, ma non poteva giurarci sembrava una voce del vento. “Settembre è il mese della speranza e io ho paura di sperare. Amare così, avvicina alla morte e spinge alla vita”.

Era proprio magica, vero.

Ora Benny era lì mentre Lucia si allontanava per completare il compito assegnato di dirigere il corteo. Aprì il palmo della mano, c’era un bottoncino a forma di cuoricino rosa. Il quinto che non serviva al golfino.

Lucia aspettava una bambina.

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Chi è Arianna? E Peppino cosa nasconde?
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