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***Questa storia è divisa in 3 parti. Se non hai letto la prima parte, qui c’è il link: http://www.smarginature.it/la-ragazza-magica-13/***

La ragazza magica tutti i pomeriggi alle 4 scendeva di casa e passava davanti al bar. Si fermava a guardare dalla vetrina il bancone e appena scorgeva Benny gli sorrideva. Poi tirava dritto verso la piscina di via Ponzio. Per essere precisi si tratta di un giardino con annessa la piscina che però da Settembre in poi viene svuotata e sbarrata in modo che si possa usufruire del giardino. Ed e’ lì che andava lei, a leggere e respirare.
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Quando la piscina viene chiusa e’ un rito, perché da quel momento tutto sembra diventare rossiccio come le foglie d’autunno e i tramonti di Settembre a Milano. Dai giardini si scorge la piscina vuota e malinconica che prima di riempirsi di acqua e cloro, ha bisogno di pensare. Poi l’estate arriverà, devi fidarti.
Settembre a Milano e’ sempre carico di desideri perciò il tramonto si fa più rosso che negli altri mesi; un briciolo di sabbia tra le pieghe della borsa, la radio sintonizzata su un’altra frequenza, quella del posto dell’estate, la sveglia da spostare su on, gli spettacoli da scegliere per l’abbonamento al Piccolo . Ma sopratutto la pianificazione della rivincita sull’anno, per i 4 mesi che rimangono.

La ragazza magica quando non leggeva, lavorava all’uncinetto. Era solita fare sciarpe che poi regalava ai vicini di casa. Quell’ autunno però qualcosa cambiò, dalla sua borsa uscivano gomitoli rosa. A Settembre faceva scarpine per neonato, ad Ottobre un golfino, che è difficile e ci ha messo un po’ a finirlo. Quando a Novembre lo ha finalmente realizzato, mancavano i bottoni per completarlo. Alle 4 di un pomeriggio freddo, scese di casa e passò davanti al bar. Benny era lì ad aspettare il suo sorriso, ma lei non sorrise, entrò. Benny era paralizzato dalla sua bellezza. Lei aveva occhi grandi e marroni, la pelle ambrata e i capelli lunghi castani con sprazzi di luce sulle punte e intorno al viso. Il sole baciandola aveva lasciato pezzi di sé su di lei.

“Ho bisogno di bottoni per finire il golfino. Mi accompagni a comprarli?” la sua voce era dolce.
“Si, si, certo cioè si, bottoni. Ok, aspetta, scusami, si ti accompagno” Benny balbettava emozionato.
“Peppino, stai al bancone un attimo devo fare una roba…Peppino, Peppe mi senti?” Anza il volume della voce che l’amico è fuori ad un tavolo.
“Si arrivo! Vai pure ci penso io”. Peppino era poeta per devozione e faceva l’aggiustatutto per campare ed era sempre al bar a scrivere e a cercare qualcuno che avesse bisogno di aggiustare qualcosa. Era un amico.

I due camminarono insieme verso la merceria e lui riusciva a sentire il respiro di lei che si faceva affannato per via della camminata che Benny sopraffatto dall’agitazione aveva trasformato in una marcia.
“Scusami sto camminando a passo svelto, sono un po’ agitato. Ecco, andiamo piano”.
Lei non disse nulla, ma sorrise. Benny ebbe il suo sorriso anche quel giorno.
Arrivarono in merceria e lei mostrò il golfino alla commessa, ma guardò lui e con gli occhi gli chiese di spiegare.
“Signora servirebbero dei bottoni per questo golfino” Benny si sentiva il re dei bottoni, il principe dei golfini, il ragazzo magico.
“Ce ne sono di tutte le forme e colori, a cosa avevate pensato?” chiese la commessa.
“Ci faccia vedere tutto quello che ha” disse lui guardando la sua ragazza in cerca di approvazione.
La ragazza scelse dei piccoli cuori rosa e con la mano mostrò il cinque.
Benny le fece notare che i bottoni che servivano a completare il golfino erano 4, ma lei con insistenza mostrò le 5 dita.

Dopo quel pomeriggio la ragazza magica non si vide più.

***CONTINUA…manca solo l’ultima parte e i pezzi si sistemeranno tutti. Cosa succederà alla ragazza magica? E Benny cosa farà? Ecco il link alla parte 3 http://www.smarginature.it/la-ragazza-magica-33/***

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