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Il rigattiere pavese è Filippo, un ragazzo dall’aria scanzonata.

Ha la gentilezza di un signore d’altri tempi. E di altri tempi sono le cose che lui riscopre e racconta.

Il rigattiere pavese, non vende e basta, ma ti fa innamorare di un oggetto. In realtà succede che per incanto tu e la lampada, la poltrona o lo specchio, semplicemente vi scegliete.

Filippo si prende cura dei pezzi di vita che non hanno più una casa, li riporta alla loro bellezza e li racconta.
Non è mai banale e accade che  mentre sei in piazza Gae Aulenti a prendere un cappuccio al RED, sfogli la sua galleria di instagram e ti ritrovi in una villa degli anni 30 e sei un marchese.
Siedi alla tua scrivania di legno illuminata da una lampada decò. Sulla poltrona di velluto c’è un manoscritto lasciato a metà. Ascolti il Magnificat di Bach mentre nell’altra stanza le ragazze ballano il charleston.

Questo fa il rigattiere pavese quando lo leggi. E allora ti innamori di uno specchio e lo compri sapendo che ti porti a casa anche Maria, la ragazza che si pettinava prima di andare alla messa e che dopo la guerra si studiava le rughe.  E la nipote che poi quello specchio non lo ha voluto più.

Quando vuoi comprare qualcosa e gli scrivi, Filippo risponde sempre, ti dà i dettagli che chiedi ed è preciso. E’ smart come dicono i manager della city, ma in più ha la poesia.

Raccontaci di te.
Ho quasi 41 anni. Nel ’96 sono arrivato in Lombardia per studiare Architettura, ma le spese erano tante e dovevo lavorare moltissimo per pagare affitti, bollette, retta universitaria e tutto ciò che serviva per sopravvivere dignitosamente. Così i lavori che svolgevo durante il giorno hanno preso il sopravvento e ho abbandonato l’ateneo.

– perché fai il rigattiere? Da dove viene questa passione per gli oggetti di una volta?
Ho sempre avuto la passione per le cianfrusaglie vecchie e la loro riparazione.

Da piccolo volevo andare sempre a casa di mio zio perché era sempre alle prese con attrezzi e qualcosa da riparare o restaurare. Mi sembrava un genio: inventava nuovi attrezzi, aggiustava qualsiasi cosa si rompesse a chiunque si rivolgesse a lui.

Lui accoglieva sempre tutti con garbo e cortesia, era ben voluto e aveva sempre un sorriso per chiunque. Mi ha insegnato inconsapevolmente ad essere rispettoso per il prossimo ed altruista quanto basta per essere in pace con il mondo.

Mi ha insegnato a riconoscere gli approfittatori e le persone false.
Mi ha insegnato ad evitare i pregiudizi e a dire sempre ciò che avevo in testa.

Nel 2006 presi casa a Pavia, lasciai il mio lavoro e iniziai a raccattare la roba abbandonata vicino ai cassonetti dei rifiuti (all’epoca del consumismo le persone buttavano mobili e oggetti solo perchè magari erano leggermente graffiati o perchè avevano un filo staccato). Avevo riempito la cantina fino all’inverosimile, aggiustavo o vendevo merce ai vicini di casa e su internet. Poi presi in affitto un magazzino grande e decisi di chiamare la mia avventura IL RIGATTIERE PAVESE. Le persone iniziarono ad arrivare, tutti mi volevano bene, poi arrivarono i giornali, poi la TV e.. il resto lo stiamo vivendo.

– Spesso posti alle 4 del mattino, ci racconti del furgone da riempire. Ho l’impressione che questo lavoro sia faticoso. Rifaresti questa scelta?

Si, è un lavoro molto faticoso, inserisco post in orari assurdi perchè mi piace rendere gli altri partecipi delle mie storie, perchè in fondo senza la gente, io non sarei nessuno. Non mi piace descrivere un oggetto freddamente per poi mettergli l’etichetta con un prezzo, ma preferisco raccontarne la storia, perchè sarà essa a scegliere il futuro proprietario dell’oggetto. Ci metto tanto del mio su ogni complemento d’arredo, me ne prendo cura come se fosse un pezzo della mia anima.

Inevitabilmente il non essere cinico non mi farà arrivare da nessuna parte, non mi farà mai diventare né ricco e né benestante, ma posso reputarmi miliardario ugualmente perchè io possiedo quello che molti altri non hanno: il tempo e la libertà di decidere dove voglio andare e cosa voglio fare in qualsiasi momento della giornata.

Incontro tante persone, faccio scorpacciate delle storie che mi raccontano e rubo sorrisi a profusione, quindi direi che la mia cassaforte è già bella piena di soddisfazioni e ottimismo. E ti assicuro che con questa moneta vai ovunque, ma solo se sai come utilizzarla rispettando sempre tutto e tutti.

E infine.. si, rifarei questo lavoro in altre centomila vite ancora, anche se dovessi accorgermi, alla fine di questa, di non possedere beni materiali. Almeno saprò di aver vissuto con il cuore pieno di emozioni e la mente piena di gente.

 

Filippo Piazzolla
tel/whatsapp 3407885131
Facebook: ilrigattierepavese
Instagram: ilrigattierepavese

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