Francesca Giraudi per @smarginature.it

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A Milano, proprio nei pressi del quadrilatero della moda, dove se cammini vestita bene comunque sembri Tina Pica che fa le pulizie a casa di De Sica in Pane amore e…, insomma proprio lì vicino c’è Via Bagutta. E’ una via tranquilla dove spesso espongono artisti.

Una mattina di sole, decido di percorrerla e mi sorprende una galleria a cielo aperto! Un mondo più terreno rispetto a quello delle vetrine d’alta moda. Gli artisti esponevano ai lati della strada ed io cercavo di catturare con la coda dell’occhio qualche immagine che mi facesse fermare.
Un’esplosione di gioia, gialli, rossi intensi, verdi.

E poi qualcosa mi ferma. Volti e corpi di cui si avverte la tensione dai colori e dalle pennellate che sembrano vibrare. Circondata dalle sue tele tese c’era una donna di una bellezza vera e delicata. Un volto dolce e un corpo elegante, lei è Francesca Giraudi.

F. Giraudi per @smarginature.it

F. Giraudi per @smarginature.it

Sono trascorsi 7 anni da quel pomeriggio e non ci siamo più perse di vista, per naturale casualità forse dettata da quelle forze magnetiche che legano le persone che sono affini. Lei dice di sentirsi spagnola, ha vissuto 8 anni a Barcellona e quindi è complice della mia porzione aragonese.

Laureata con una tesi di critica d’arte, frequenta la Scuola d’Arte Applicata del Castello Sforzesco. Le sue opere sono in acrilico e olio, su tela o su altri supporti oppure digital painting.

Al centro dei suoi lavori c’è l’essere umano di cui coglie l’eccitazione, l’inquietudine, la forza e tutta questa energia quasi ti tocca perché lei riesce a coglierla ma a non ingabbiarla, si muove, vibra.

"il bacio", 2013 - F. Giraudi

Il Bacio, 2013 – F. Giraudi

 

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Ci siamo riviste qualche giorno fa a casa sua. Piedi scalzi sul parquet e una casa circondata di quadri, sono in ogni stanza a guardarla vivere la sua quotidianità in equilibrio tra l’ordine necessario e il suo lato più bohémien.

L’immagine di sé, la solitudine, sono descritte da Francesca con profonda sincerità mentre prende il suo caffè e mi guarda negli occhi. “Cerco di rappresentare l’erotismo non tanto finalizzato all’atto sessuale, quanto alla consapevolezza di sè. Voglio l’onestà nella pittura come nella vita. Io non posso fare rose”.

F. Giraudi per @smarginature.it

F. Giraudi per @smarginature.it

”Il mio desiderio, come artista figurativo, è di includere in quella frammentarietà identitaria che ci appartiene tutti oggi, nonostante, paradossalmente, la nostra epoca viva di sofisticate e inesorabili pubbliche relazioni, un’ambivalenza di sentimenti e connotati che appartiene alla natura umana e che se mostrata credo possa restituire al soggetto davvero la vita”.

Proprio questa continua ricerca delle energie del corpo l’ha portata ad ispirarsi alla ballerina e coreografa tedesca Pina Bausch.

Quello che colpisce è la sincerità con cui racconta di sé, che ha suscitato in me quasi l’istinto di protezione. Del resto è cosi che sono gli artisti, senza filtri.
Eppure Francesca Giraudi è forte e determinata.
Sembra un bucaneve, dall’aspetto delicato ma che spacca la neve.

Francesca ha in preparazione una mostra per Maggio 2017 alla “Galleria Nobili-Paraventi giapponesi”.

 

Dal 2004 partecipa a collettive, mostre, eventi di cui trovate i dettagli sul sito:
http://www.premioceleste.it/info/idu:64716/
Sito web: fgiraudi.com
Pagina fb: https://www.facebook.com/francesca.giraudi.10

Contatti: fgiraudi@libero.it

 

Altri articoli su artisti emergenti:
– Nicorù, una mattina nel Sannio
 Adelaide Desirèe Fontana, scultrice di quadri

 

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