Schermata 2016-07-18 alle 16.11.46

I più letti

nl-smarginature2

I più recenti

Seguimi su Facebook

Nel palazzo dove abito al piano di sotto c’è Nanni Svampa.
Quando mi sono trasferita non sapevo chi fosse. Poi vado alla mia prima riunione di condominio, crogiuolo delizioso di anziane ben vestite, coi capelli freschi di parrucchiere cinese e smalto rosso, e loro mi dicono “non sai chi è Nanni Svampa dei Gufi?”
Mi raccontano che è un artista milanese molto famoso che ha fondato il gruppo musicale “i Gufi” .
A mezzanotte finisce la riunione condominiale tra morti e feriti che hanno strappato un SI alle valvole dei termosifoni e un NO soddisfatto al rifacimento del terrazzo di quella dell’ottavo piano.
E a mezzanotte appena rientro cerco su google. Questo Svampa è una leggenda vivente e mi innamoro della sua prima canzone che ha scritto quando il padre lo ha spinto, a dispetto delle sue velleità artistiche, a iscriversi a Economia e Commercio e a lavorare in banca.
Mi ha fatto tanto pensare alla mia vita costretta tra badge, metro, parquet blu, lampada al neon, e-mail cattive ma con gli smile alla fine, priorità-risultati-volo alle 6 da Mapensa-skills-e l’anima delimort.

Non mi piace suonare il contrabbasso
né cercare un po’ di gloria nel successo
non mi piace girare col maglione
tanto meno cantare nei night club.

Io vado in banca – stipendio fisso
così mi piazzo – e non se ne parla più.
L’utilitaria – la compro a rate
e per l’estate – mi faccio un vestito blu.

Voglio andare a Como ogni domenica
le mie ferie le passo tutte a Rimini
giocherò al totocalcio tutti i sabati
per parlarne coi colleghi al lunedì.


Dopo qualche giorno, era Sabato pomeriggio e stranamente non ero presa dall’hobby preferito del milanesi “faccio cose-vedo gente, vado alla mostra di Basilico, c’è una retrospettiva al Forma, vado in fondazione Prada” ma ero a fare il nulla-cosmico a casa cioè quello che di fatto facevo a 13 anni ad Acerra il Sabato pomeriggio.
Suona il citofono. “chi è?” “Adriano”. “Adriano chi?” “Nanni non fare il coglione apri”.
“senta ha sbagliato citofono”. “Ah già ok scusi eh”.
Dopo 5 minuti risuona il citofono.
“oh senta, il Nanni non risponde che mi può aprire non vorrei fosse successo qualcosa”.
“Certo le apro”.
Scendo di un piano e vado all porta del signor Svampa dove c’è già il signore del citofono. E’ di spalle e bussa alla porta con una certa forza.
“tutto ok signore?” gli dico.
“non risponde” ,mi dice e si volta.
E’ Celentano!! Ma caxxo è Celentano!
Cerco di non pensarci, cosa difficile perché la sua personalità è piena di luce, mi sento illuminare la faccia come se fossi Barbara D’urso a Pomeriggio Cinque, in effetti dall’emozione faccio pure le faccette alla D’Urso. Mi ricompongo e gli suggerisco di provare a chiamarlo sul cellulare.
Celentano allora prova a chiamare e in effetti Svampa risponde “Coglione! Sei un rincoglionito! Apri la porta che ti busso da mezz’ora!”
Io resto lì imbarazzata ma voglio vedere come va a finire e assumo una posizione eretta col mento alto, sembro Napoleone quando nei ritratti posava dritto dritto con la schiena illudendosi di sembrare più alto. Sono tutta un pavone perché sono accanto a Celentano! Se avessi il piumaggio aprirei la coda come se non ci fosse un domani!
Apre la porta il signor Svampa, un signore con gli occhi vispi. Guarda Celentano poi guarda me.
“vecchiaccio che te la fai con le ragazzine”
“Cretino! La signora abita al piano di sopra” risponde
“Buonasera, scusi adesso vado” mi intrometto imbarazzata.
Svampa mi prende per il braccio “ma va dove vai, entra che ora viene il bello!”.
Ci spiega mentre ci accompagna in salotto che era a vedere un film sul PC con le cuffiette e che ha sentito solo il cellulare perché aveva la vibrazione!
La casa è un bijou: mobili anni 50 con libri, stampe, foto in bianco e nero, il divano marrone e una chitarra. Non so dove poggiare gli occhi. Mi sale una voglia di nocino ma anche di limoncello, insomma di un bicchierino di qualcosa di alcolico che mi faccia svegliare da questo rimbambimento. Mi sembra di essere in quei pomeriggi del periodo di Pasqua, quando andavi con mamma a fare gli auguri alle zie. Facevi i giri, di casa in casa e offrivano a mamma il nocino o il limoncello o il caffè e a me le Rossana o le Elah. Le Elah sono quelle che rimanevano appiccicate sulle gengive e mentre loro parlavano di “hai sentito chi è morto?” “uuuu la zia nanninella, tanto cara”, io con la lingua cercavo di staccare sta roba dai denti.
Nanni mi dice “bimba, sveglia stai su e prendi questa. Mi consegna un tamburello. Lui prende la chitarra e comincia a suonare. Io lo seguo nel ritmo un po’ imbarazzata, ma poi i miei fianchi si sciolgono, e già che sono in shorts prendo una sedia e comincio a ballarci su. Celentano parte e canta:

quel vestito da dove è sbucato che impressione vederlo indossato… se ti vede tua madre lo sai questa sera finiamo nei guai …..e intanto il tempo se ne va e non ti senti più bambina si cresce in fretta alla tua età non me ne sono accorto prima e intanto il tempo se ne va coi sogni e le preoccupazioni le calze a rete han preso già il posto dei calzettoni…

Io ancheggio, prendo un cappello e sorrido. Chiudo gli occhi e per un secondo vedo i riflettori, l’occhio di bue su di me, ho gli shorts neri e i tacchi come Liza Minnelli nel ’72. Sento una voce in lontananza chiamare “mamma, mamma, latte. Mamma latte”.
Mi sveglio.
Era solo un sogno….
…..e intanto il tempo se ne va coi sogni e le preoccupazioni..

I più letti

nl-smarginature2

I più recenti

Seguimi su Facebook

Related Post

Commenti