una stanza per sé

copertina di Fabio Vanni per @smarginature.it

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Anno 1900 – Paul Julius Möbius scrive il saggio L’inferiorità mentale della donna:
 La donna è fisiologicamente deficiente, è una semplice constatazione scientifica risultante da analisi e ricerche rigorose… La donna resti nei limiti della natura che la vuole sottomessa, schiava e subordinata…La donna, di fronte ad obiettivi professionali, è portata, più per natura che per condizionamenti sociali, a non investire tutte le energie nella carriera…

Si frequentano da quando si sono viste per la prima volta in libreria, Virginia composta ed elegante, Elena come diceva Virginia era dotata di virtù plebee di umorismo, vitalità e coraggio* .
Come ogni giovedì sono al Bar di Benny per l’aperitivo.
Elena muove la gamba, irritata “Virgy io non so parlare col frac, sono ignorante. Se una fa la smorfiosa io non la tollero. Hai visto la tipa del terzo piano come si sbatte?”.
“Lo dici perché sei insicura” replica Virginia
Corrugando la fronte Elena le risponde: “Insicura? Se una mia amica ha successo io me ne compiaccio, mica ne sono invidiosa?”
Virginia le risponde “Questo è vero, per educazione e indole, ma c’è qualcosa fuori dal controllo che ti trascina verso la lotta nel fango, quella rabbia animale che nasce dalla competizione per conquistare il maschio fertile. Pensi Ah si, sei diventata vice direttore? E ora vedrai cosa farò io! E te lo dirò durante una cena in cui sono vestita in Gucci haute couture e  indosso scarpe Ferragamo.” sul finire mima un ghigno, poi continua “abbiamo la civetteria ricamata nel DNA come i punti a croce sugli asciugamani del corredo. Per questo non sappiamo gestire la competizione tra noi, non siamo abituate a essere un branco. Poi, quante volte ci misuriamo su elementi che non riguardano il terreno di guerra, ma su giudizi estetici. Si è brava ma è una cagna, ci sa fare ma è bruttarella, ottimo progetto però per carità che capelli ha? Dovremmo liberarci degli occhi e delle parole dei maschi“.
Elena dissente “Si vabbè! Sai sul lavoro quante stronze hanno provato a sminuire i miei successi? Con la macchina del fango, il pettegolezzo. Ecco, gli uomini questo non lo fanno, sono più leali”
L’amica la guarda e ride di gusto “Lo credi tu. Gli uomini lo fanno ma in maniera insospettabile usando le armi che il gioco consente. Sono più abili a fare gruppo e non per maggiori capacità ma perché storicamente educati a farlo. Se un’avversaria si muove in modo scorretto ma comunque nei limiti del lecito e vince, allora devi stimarla. Gli uomini gli avversari buoni, li fanno alleati, ci vuole solo esercizio, è un fatto culturale. A volte credo che i maschi insicuri assecondino questa nostra incapacità perchè il giorno in cui riusciremo a fare branco conquisteremo il mondo.”
“Dai però sono così carini. Hai visto Francesco? Ho curato la presentazione del suo ultimo CD  e lui ha scritto sui social grazie a questa splendida donzella. Che caro. E ha pure postato le foto delle ragazze che hanno comprato il suo singolo con il commento “stupende fanciulle ascoltano buona musica”.
Virginia sorride. “Ele, tu sei una professionista non sei una splendida donzella. Questa io la chiamo la sindrome da Pippo Baudo. Ti ho concesso l’onore di scendere le scale e di presentare Beppe Vessicchio. Bella e decorativa. Ora vai a pascolare dietro le quinte su. Lo stesso fa Trump con la moglie e la figlia, la seconda però per cognome e per sangue merita un pochino di più. E noi? Noi vogliamo essere Victoria Beckam con la borsa Birkin di Hermès di giorno per essere impeccabili come una first lady, e Rihanna nel video di “Work” di notte per essere sexy super bitch. Ma per chi secondo te? Per loro, per i maschi. Persino quando scriviamo abbiamo l’istinto a compiacerli come se il loro giudizio fosse di maggior rilievo. Le donne non hanno scritto per secoli perché venivano educate a casa dunque non imparavano un metodo di osservazione, analisi, sintesi, soluzione e non avevano il possesso dei propri beni, in Inghilterra almeno fino al 1880! Vedi Ele per poter scrivere ciascuna dovrebbe avere Una stanza tutta per sé, che non sia la cucina per bollire i broccoli, è chiaro. Pensaci, se in una coppia entrambi sono professionisti, la stanza-studio a chi va?”

E’ arrivato lo spritz. Elena alza il bicchiere “Brindiamo ad una stanza tutta per sé e a tutto quello che imparerò. Certo però Rihanna! Andrebbe bene anche Shakira in versione casereccia, una Shakira all’amatriciana”  Si alza e muovendo i fianchi,canta:

“Yo soy masoquista
Con mi cuerpo un egoísta
Tú eres
puro, puro chantaje
puro, puro chantaje
Siempre es a tu manera
Yo te quiero aunque no quieras”

Ridono.

 

Grazie a Virginia Woolf, Elena Ferrante e Elsa Morante per la nostra intimità.

A tutte le mie amiche che io amo. Ma non è stato facile. Perché siete più belle, più brave, più magre, più formose, più eleganti. E’ stato difficile ammetterlo e ammirarvi senza voler essere almeno per un minuto ciascuna di voi.

*da “una stanza tutta per sé” Virginia Woolf

 

Avete idea di quanti libri sulle donne si scrivano nel corso di un anno? E avete idea di quanti fra questi sono scritti da uomini? (…) uomini senza alcuna riconoscibile qualifica eccetto il fatto di non essere donne.  (“una stanza tutta per sé” Virginia Woolf -1929)

Ma è ovvio che i valori delle donne molto spesso differiscono da quelli che sono stati inventati dall’altro sesso; è naturale che sia così. Eppure sono i valori maschili a prevalere. Parlando grossolanamente, il calcio e lo sport sono “importanti”; il culto della moda, acquistare vestiti sono “frivolezze”  (“una stanza tutta per sé” Virginia Woolf – 1929)

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