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Una persona naturale e straffottente? Eccola, la baronessa Afdera Franchetti.

Faccina sfiziosa come direbbe zia Putrusina, ma in verità era bella, elegante nei suoi vestiti a ruota e le acconciature bon ton.
Siamo nel ’57 e Afdera all’età di 23 anni sposa Henry Fonda. Lui aveva già una figlia di 18 anni! (La figlia diciottenne è Jane Fonda che si ritrova una matrigna di appena 5 anni più grande di lei).
Hemingway, grande amico di Afdera, le fa presente che si è sposata uno che potrebbe essergli padre.

La baronessa è figlia di Raimondo Franchetti, di famiglia ebrea e noto esploratore italiano che amava molto l’Africa e Afdera è il nome di un vulcano in Etiopia. Cercando disperatamente delle connessioni con lei, quando mi sono trasferita a Milano molti mi si rivolgevano con “wè vesuvio” (wè con la e aperta milanese).
In effetti se il sud del mondo è dopo il Pò, Napoli ed Etiopia sono la stessa cosa. Vanto.

Dopo il matrimonio con Henry Fonda, finito nel 61, la baronessa diventa la regina dei salotti di New York, per la sua bellezza e la sua cultura. Ne gli Antipatici la rosicanza o per meglio dire lo snobismo intellettuale di Oriana Fallaci la definisce di “cultura superficialmente enciclopedica”, ma Oriana è così si sa, e quindi magari la cultura di Afdera era davvero superficiale ma non è adorabile un donna che pur non essendo la più bella e la più intelligente, di fatto lo diventa per tutti?

Lucio Fontana? “Gentile, garbato, mi regalò un quadro con dei buchi, l’ho rivenduto anni dopo a un tedesco. Gli amici americani lo trovavano orribile e i buchi sulla tela aumentavano perché qualcuno si divertiva ad aggiungerne di suoi”

E’ una donna che ama la gente, partecipa e organizza party in un momento eccezionale del cinema e del divismo e si costruisce il suo personale personaggio. In questo decisamente moderna, come la Callas che se avesse dovuto passare sotto la lente della zia Putrusina, troppo alta, naso grosso e sta voce da mitraglia sottile che cielo-taci! e invece è la meraviglia.

“Greta Garbo è una donna così incantevole, bella. Si, si con le rughe ma bella: non ho mai visto la vecchiaia lasciare segni talmente belli su un volto di donna. e poi è capace di un tale umorismo se ha in mano la sua piccola vodka.”

Cosa fa Afdera ad un certo punto? Giovane, italiana, ricca, nobile, divorziata, trova lavoro come giornalista da Vogue “sono entrata a far parte della classe chiamata classe che lavora” e come dice la Fallaci è stupita dal trovarsi all’improvviso in un giornale di americane che fin dalla nascita sono state educate a fare qualcosa.

“Guardi la conquista del Cosmo non mi interessa per niente. Per me è talmente piacevole il mondo così com’è. Io preferisco andare a Bologna e farmi una bella tortellinata piuttosto che avventurarmi nell’aldilà”
“non guido nemmeno l’automobile, a guidare sono così vaga, quando guidavo a Roma mi salvava sempre la targa di Venezia; abbia pazienza dicevo al vigile, io sono di Venezia, lì si va in gondola”

In un articolo del 1 agosto 66 de l’Unità è riportata la notizia di 50 dosi di Marijuana trovate nella borsetta di Afdera Franchetti che erano destinate al pittore Mario Schifano. Dall’articolo sembra che fossero coinvolti in un traffico di stupefacenti ma io sinceramente credo che lei abbia fatto un regalino all’amico Mario, così, ingenuamente. In effetti lei stessa dice “ma sì, quella solita storia di tre sigarette portate a Schifano “. E la baronessa trascorre 4 notti in carcere  a Rebibbia, che adorabile nobildonna.

“Meraviglioso Schifano, sembrava un arabo. In carcere rimasi pochi giorni, quattro credo, e il giorno del processo Mario mi battè le manette sulle spalle, Ao’, mi disse, ma armeno il disco dei Rolling Stones che t’ho chiesto e l’hai portato? O te sei fatta sequestra’ pure quello?”

Oggi vive a Londra, non usa il cellulare e ha paura di volare.
In una intervista dell’anno scorso si definiva un dinosauro, una vecchia con un cagnetto il più gran bastardo del mondo, sette razze in una, ora è in un castello da una stramba duchessa inglese dove segue un costosissimo corso per imparare cose orride. Lui è tutto fuori proporzione, la lingua di un cavallo, gli occhi di Audrey Hepburn e la parte privata… enorme. Ma sì, proprio quella, fuori misura. Prima o poi dovrò farlo operare.

Ha anche scritto un libro, Never before noon del quale dice “Una sciocchezza, se non sei Dostoevskij meglio evitare di scriver libri”.

Conserva foto scattate da fotografi importanti in cui scarabocchia il suo viso, perché “sono mostruosa”.
Sembra mia madre. Ho un cassetto pieno di foto strappate in cui ci sono solo io o i miei fratelli e la sua sagoma solo percepibile da una mezza mano o un pezzo di gamba.
– Mamma hai rovinato un ricordo!
– che ricordo di me che stavo orrenda? Dove sto bene non le taglio.

C’è un karma che ci lega baronessa.

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