Schermata 2017-10-01 alle 11.28.12

Ph Alexander Gonzalez Delgado

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Lei è l’oceano.

Te ne innamori al tramonto, quando la sua voce è un pianoforte in lontananza.

Nasconde la sua forza come solo le femmine in amore sanno fare.  Diventano morbide, ammosciano gli scatti di isteria, quelli che hanno quando sono insicure. E si muovono molli per farti entrare lento.

Ma l’oceano è spietato e quella stronza è così.

Ferisce con naturalezza perché non può farci nulla, è tutta colpa della Luna che sbrana le onde, sbatte senza pudore, sodomizza la sabbia.

“L’oceano lo conosco bambolina e non mi lascio stracciare da te, lo capisci? Io resisto, reagisco e ti dimostro che so fare di meglio. Vediamo chi ha la voce più grossa, stronza. Gioco a <chi-ha-il-cazzo-più-lungo> con te? Si, lo faccio, me ne fotto, voglio vederti tremare.”

Ed eccomi qua a raccontartelo. L’ho ferita. Ho affondato la lama e poi ho voltato le spalle. Come un assassino che non guarda la vittima.

Un codardo. Ora dovrei essere felici.

E invece lo sono, che soffra, che tanto è tutta colpa della luna.
Chiaro di luna.

______________

[…y yo te siento temblar contra mí como una luna en el agua…] Julio Cortazar – capitulo 7 da Rayuela.

 

 

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